Un eremo del XII secolo, abbandonato e poi restituito alla vita con una visione precisa: niente televisione, niente wifi, cena in silenzio, natura intorno per chilometri. Eremito non è un hotel che ha aggiunto qualche pannello fotovoltaico sul tetto — è un progetto nato dall’idea che il lusso vero sia il silenzio, la lentezza e il distacco dalla quotidianità digitale. Per chi è pronto a farne esperienza, è uno dei posti più radicali e coerenti d’Italia.
L’eremo si trova a Parrano, in provincia di Terni, su una collina che domina una vallata silenziosa nel cuore dell’Umbria, circondato da 3.000 ettari di riserva naturale. La ristrutturazione in bioedilizia ha rispettato l’identità originaria dell’edificio in pietra, senza snaturarlo.
Le camere sono celluzze in stile monastico: scrittoio in pietra, letto alla francese, bagno privato. Essenziali, ma non spartane. L’assenza di televisione e connessione internet non è una mancanza — è la premessa del soggiorno. Eremito è pensato esplicitamente per coppie e viaggiatori singoli che cercano una pausa autentica, non un resort con attività programmate. Per chi vuole, sono disponibili sessioni di yoga al mattino e meditazione nel pomeriggio.

La cucina è vegetariana e vegana, interamente inclusa nella tariffa: colazione, pranzo, cena, bevande, tè e caffè. Tutto quanto arriva principalmente dall’orto biologico della struttura. I pasti vengono serviti nel refettorio, con la possibilità in estate di spostarsi sotto la pergola esterna. La cena silenziosa è parte integrante dell’esperienza — non un optional, ma un momento che molti ospiti ricordano come uno dei più significativi del soggiorno.
L’area relax è scavata interamente nella roccia, adiacente alla sala yoga. Due bagni di vapore con sedute e pareti in pietra e una vasca riscaldata con cromoterapia e idromassaggio completano uno spazio suggestivo, dove il materiale stesso — la pietra viva — contribuisce all’atmosfera.
Parrano è un borgo medievale di origini etrusche, arroccato intorno al suo castello con una torre di avvistamento ancora ben visibile. A pochi passi dall’eremo si aprono le Tane del Diavolo, un complesso di grotte carsiche scavate dall’acqua lungo le pareti del Fosso del Bagno, con tracce di insediamenti umani che risalgono al Paleolitico Superiore e all’Età del Bronzo. Il percorso nella forra è anche un’occasione per un bagno nelle acque naturali del fosso.
Il borgo è immerso nel territorio della Riserva del Monte Peglia, riconosciuta dal 2018 Riserva Mondiale della Biosfera MAB UNESCO: quarantamila ettari di boschi tra il fiume Paglia e il Tevere, ideali per trekking e passeggiate in natura.
A circa 40 km si trova Orvieto, una delle città più belle dell’Umbria: il Duomo gotico, il Pozzo di San Patrizio con le sue doppie scale elicoidali, i sotterranei scavati nel tufo e le cantine dove si produce il celebre Orvieto DOC sono tappe che meritano una giornata intera.
A distanza simile si raggiunge anche Civita di Bagnoregio, il borgo sospeso sulla rupe di tufo accessibile solo a piedi attraverso un ponte panoramico.
remito è stato costruito con l’obiettivo di eliminare quasi completamente i consumi energetici: cappotto termico, biomassa, pannelli solari e fotovoltaici con una produzione di 16 kW, illuminazione esclusivamente a LED a basso consumo. Il risultato è una classe energetica A+, rara per una struttura ricavata da un edificio storico.
L’energia proviene da un impianto fotovoltaico installato sul tetto, integrato da pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua.
Il riscaldamento dell’acqua è garantito da 6 pannelli solari. L’approvvigionamento avviene tramite un pozzo a 100 metri di profondità con acqua potabile, integrato da un serbatoio di raccolta dell’acqua piovana da 10.000 litri.
Eremito è Società Benefit e ha ottenuto la certificazione B Corp rilasciata da B Lab, diventando il primo eco resort in Italia a riceverla. La certificazione attesta il rispetto di elevati standard di impatto sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza, misurati attraverso il B Impact Assessment. Un riconoscimento che in questo caso non arriva come operazione di immagine, ma come conferma di una coerenza che attraversa ogni aspetto della struttura.