Molte persone che nella vita quotidiana fanno attenzione a quello che comprano, differenziano i rifiuti e cercano di ridurre i consumi, quando si tratta di viaggiare mettono tutto in pausa. Come se la vacanza fosse una parentesi in cui le regole non valgono.
È comprensibile — in vacanza si vuole staccare, non calcolare. Ma viaggiare sostenibile non significa rinunciare al piacere del viaggio né trasformare ogni scelta in un dilemma etico. Significa semplicemente portare con sé, anche in vacanza, un po’ della consapevolezza che già si ha.
I consigli che seguono sono pratici e concreti, divisi per fase del viaggio: cosa fare prima di partire, come muoversi e soggiornare, come comportarsi una volta arrivati a destinazione. Nessuna rinuncia, solo scelte un po’ più attente.
Prima di partire: le scelte che fanno più differenza
La maggior parte dell’impatto ambientale di un viaggio si decide ancora prima di salire su un mezzo di trasporto. Le scelte fatte in fase di pianificazione — destinazione, trasporto, alloggio — contano più di qualsiasi piccolo gesto fatto in loco.
Scegli il mezzo di trasporto con consapevolezza. Il trasporto è la voce più pesante nell’impronta carbonica di un viaggio. Il treno è in assoluto la scelta più sostenibile per distanze medio-lunghe in Europa: emette fino a 10 volte meno CO₂ di un volo equivalente. Se devi prendere l’aereo, preferisci voli diretti — il decollo è la fase più inquinante e un volo con scalo ha un impatto significativamente più alto. Per gli spostamenti in destinazione, valuta il noleggio di bici, e-bike o auto elettrica invece di un’auto convenzionale.
Se vuoi misurare concretamente l’impatto del tuo viaggio prima di decidere, puoi usare un calcolatore di carbon footprint — è un ottimo punto di partenza per confrontare le opzioni e fare scelte più informate.
Scegli un alloggio davvero sostenibile. Non tutti gli hotel che si definiscono “eco-friendly” lo sono davvero. Vale la pena dedicare qualche minuto in più alla ricerca: cerca strutture con certificazioni verificabili come Ecolabel UE, Green Key o Biohotels, oppure affidati a piattaforme specializzate come MyEcoHotels che selezionano le strutture su criteri concreti. Se vuoi capire cosa distingue un albergo sostenibile autentico da uno che fa greenwashing, leggi la nostra guida su come riconoscere il greenwashing nel turismo.
Le opzioni di alloggio sostenibile sono più varie di quanto si pensi: non solo agriturismi biologici, ma anche eco-resort, glamping, B&B in bioedilizia e persino alberghi diffusi — un modello tutto italiano che recupera borghi storici e integra l’ospite nella vita della comunità locale.
Prepara una valigia leggera e consapevole. Una valigia più leggera significa meno peso sul mezzo di trasporto e meno consumi. Ma la sostenibilità della valigia riguarda anche quello che ci metti dentro. Alcune sostituzioni semplici: una borraccia riutilizzabile invece delle bottiglie di plastica, shampoo e sapone solidi invece dei flaconi (occupano meno spazio e non hanno imballaggi), borse in cotone per la spesa, posate riutilizzabili se sai che mangerai spesso fuori. Non serve comprare tutto nuovo: usa quello che hai già, e fallo durare.
Se vuoi approfondire, leggi la nostra guida su come viaggiare solo con il bagaglio a mano — meno peso significa meno consumi, ma anche più libertà di movimento.
Stacca la corrente prima di uscire. Un gesto piccolo ma concreto: prima di chiudere la porta di casa, scollega dalla presa gli apparecchi che non usi — TV, caricatori, elettrodomestici in standby. Anche spenti continuano a consumare. Non è il gesto che salva il pianeta, ma è il modo giusto per iniziare un viaggio con coerenza.
In viaggio: come comportarsi a destinazione
Una volta arrivati, viaggiare sostenibile si traduce soprattutto in un rapporto più consapevole con il luogo che si visita — le persone, il territorio, l’economia locale.
Mangia e acquista locale. È uno dei gesti più efficaci e anche uno dei più piacevoli. Scegliere un ristorante che usa prodotti del territorio invece di una catena, comprare al mercato del contadino invece del supermercato, portare a casa un prodotto artigianale invece di un souvenir prodotto in serie — tutto questo riduce l’impronta carbonica legata al trasporto delle merci e sostiene direttamente chi vive e lavora in quel luogo. Il cibo locale è quasi sempre più buono, e il prodotto artigianale ha una storia da raccontare.
Rispetta gli ecosistemi che visiti. Vale per i parchi naturali, le spiagge, i fondali marini, ma anche per i centri storici sovraffollati. Seguire i sentieri segnalati, non raccogliere nulla, non disturbare la fauna, non toccare i coralli se fai immersioni: sono regole che esistono per proteggere luoghi che altrimenti si degradano velocemente sotto la pressione del turismo di massa. Il principio generale è semplice: lascia ogni posto come lo hai trovato, o meglio.
Riduci i rifiuti anche fuori casa. La borraccia riutilizzabile che hai messo in valigia serve proprio a questo: evitare di comprare una bottiglia di plastica ogni volta che hai sete. Stesso discorso per le borse di cotone quando fai la spesa. Piccoli oggetti che, usati sistematicamente, eliminano una quantità sorprendente di rifiuti nel corso di un viaggio.
Scegli souvenir che abbiano senso. Un pezzo di ceramica fatto a mano, un olio extravergine locale, un tessuto artigianale: sono ricordi che raccontano un luogo in modo autentico e sostengono chi ci lavora. Molto più significativi — e sostenibili — di oggetti prodotti in serie dall’altra parte del mondo con il nome della città stampato sopra.
Viaggiare sostenibile non è solo una questione ambientale
C’è una dimensione del viaggio sostenibile che va oltre l’impatto ambientale e che riguarda la qualità dell’esperienza stessa. Viaggiare lentamente, scegliere strutture radicate nel territorio, mangiare quello che il posto produce, muoversi a piedi o in bici — tutto questo porta a un tipo di vacanza più ricco e più autentico.
Non a caso il turismo esperienziale — quel modo di viaggiare in cui conta di più la qualità dell’esperienza che la quantità dei posti visitati — si sovrappone quasi sempre con le pratiche del turismo sostenibile. Chi viaggia lentamente, si ferma più a lungo in un posto, entra in contatto con le persone e la cultura locale, ha automaticamente un impatto ambientale minore e un’esperienza di viaggio più profonda.
Non è una coincidenza. Sostenibilità e qualità del viaggio spesso vanno nella stessa direzione.
Un ultimo consiglio: non cercare la perfezione
Viaggiare in modo completamente sostenibile è praticamente impossibile — ogni spostamento ha un impatto, ogni struttura ha margini di miglioramento. L’obiettivo non è azzerare tutto, ma fare scelte un po’ più consapevoli ogni volta.
Scegliere il treno invece dell’aereo quando è possibile. Cercare un albergo sostenibile invece del primo risultato disponibile. Portare la borraccia. Comprare al mercato. Sono gesti piccoli, ma moltiplicati per milioni di viaggiatori fanno una differenza reale.
Il turismo è uno dei settori con più potenziale di cambiamento positivo — proprio perché dipende direttamente dalle scelte di chi viaggia. E quelle scelte, una alla volta, si possono cambiare.
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