Valle d’Aosta — Chamois
Chamois è l’unico comune italiano completamente privo di strade carrozzabili. Si raggiunge in funivia da Buisson oppure a piedi, e questa condizione — che potrebbe sembrare un limite — è in realtà la sua ricchezza. Niente auto, niente traffico, niente rumore di fondo. Il paese vive a un’altra velocità, tra prati d’alta quota, sentieri verso il Monte Rosa e un silenzio che a molti risulta quasi spiazzante. È il posto giusto per chi cerca il viaggio lento nel senso più letterale del termine.
Piemonte — Ostana
Ostana, sulle Alpi Cozie in provincia di Cuneo, è diventata un caso-studio citato in tutto il mondo sul tema dello spopolamento invertito. Trent’anni fa contava meno di dieci abitanti. Oggi è un borgo rinato grazie a un turismo consapevole, a un’architettura rurale recuperata con cura e a una comunità che ha scelto di ripopolare invece di abbandonare. La vista sul Monviso è tra le più belle delle Alpi piemontesi.
Liguria — Apricale
Nell’entroterra imperiese, lontano dalla costa e dai turisti da spiaggia, Apricale è uno di quei borghi medievali che sembrano sospesi nel tempo. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia e ha una particolarità che lo distingue: le facciate delle case del centro storico sono dipinte con murales che raccontano la vita del paese. Il centro si esplora a piedi in un paio d’ore, ma il ritmo giusto è quello di chi si ferma a mangiare, a parlare con qualcuno, a sedersi nella piazzetta senza fretta.
Lombardia — Tirano

Tirano, in Valtellina, è il punto di partenza del Trenino Rosso del Bernina — patrimonio UNESCO — ma è anche un borgo storico che merita attenzione per sé. Il Santuario della Madonna di Tirano è uno dei luoghi di culto più visitati delle Alpi, eppure il centro storico rimane sorprendentemente tranquillo. L’enogastronomia valtellinese — pizzoccheri, bresaola, vini Sassella e Grumello — trasforma qualsiasi sosta in qualcosa di memorabile.
Trovi tutti i dettagli nella nostra guida su un weekend a Tirano.
Trentino Alto Adige — Mezzano di Primiero
Mezzano è uno dei borghi rurali meglio conservati del Trentino, incastonato nella Valle del Primiero ai piedi delle Pale di San Martino. Le case in pietra con i balconi in legno fiorito, i vicoli stretti, i fontanili — tutto comunica una cura per il paesaggio costruito che è rara. È un borgo che si vive lentamente, tra passeggiate nei boschi circostanti e soste nelle malghe.
Leggi la nostra guida completa su Mezzano di Primiero.
Veneto — Arquà Petrarca
Sui Colli Euganei, in provincia di Padova, Arquà Petrarca è il borgo dove Francesco Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita. È un Cittaslow — comune che aderisce al movimento internazionale per la qualità della vita e il ritmo lento — e si vede: strade tranquille, negozi artigianali, una casa-museo del poeta visitabile e una produzione locale di giuggiole che genera persino un liquore tipico. Piccolo, quieto, facilmente raggiungibile da Padova e Venezia.
Friuli Venezia Giulia — Venzone
Venzone ha una storia che vale da sola il viaggio. Distrutto quasi completamente dal terremoto del 1976, è stato ricostruito pietra su pietra — letteralmente, recuperando i frammenti originali e rimontandoli come un puzzle — ed è oggi uno dei pochi esempi al mondo di ricostruzione filologica di un centro medievale. Camminare tra le sue mura significa capire cosa vuol dire tenere a un luogo. È anche famoso per la produzione di zucca e per la Festa della Zucca in ottobre, uno degli eventi gastronomici più autentici del Friuli.
Emilia Romagna – Dozza

Dozza è il borgo dell’Emilia Romagna noto per i suoi murales: oltre cento opere d’arte contemporanea sulle facciate del centro storico, create nell’ambito della Biennale del Muro Dipinto. Ma c’è anche la Rocca Sforzesca con l’Enoteca Regionale, il Sentiero del Vino tra i vigneti della Valsellustra e un’atmosfera da borgo autentico che regge bene anche fuori dai grandi eventi.
Abbiamo scritto una guida completa su come visitare Dozza.
Toscana — Anghiari

Nascosta tra le colline dell’Alta Valtiberina, Anghiari è famosa per la battaglia del 1440 immortalata — e poi perduta — da Leonardo da Vinci. Ma il paese è molto più di un riferimento storico: è un borgo medievale perfettamente conservato, con botteghe artigianali attive, una tradizione tessile ancora viva e un’atmosfera da Cittaslow che invita a rallentare. Il Museo della Battaglia e di Anghiari racconta il territorio con intelligenza. Nei dintorni, la campagna toscana è quella vera — senza filtri.
Umbria — Cesi
Cesi è uno dei paesi meno conosciuti dell’Umbria, arroccato sul Monte Torre Maggiore sopra Terni, raggiungibile solo a piedi o con veicoli a trazione integrale. Quasi duecento abitanti, una storia che parte dall’età del bronzo, resti romani e medievali mescolati al paesaggio. Intorno ci sono sentieri che portano alla vetta del monte, con una vista che abbraccia la Valnerina e i monti circostanti. È il tipo di posto che non trovi sui circuiti turistici e che per questo conserva qualcosa di prezioso.
Leggi la nostra guida su Cesi, il borgo segreto dell’Umbria.
Marche — Pergola
Pergola, in provincia di Pesaro-Urbino, è nota ai pochi che la conoscono per i Bronzi Dorati — statue romane del I-II secolo d.C. di qualità eccezionale, conservate nel Museo Civico. È una di quelle scoperte che lasciano disorientati: come può un museo di questo livello trovarsi in un paese così piccolo e fuori dai radar? Pergola è esattamente quel tipo di sorpresa che rende il viaggio lento necessario — non avresti mai il tempo di fermarti se stessi correndo.
Per approfondire il territorio marchigiano, leggi anche il nostro articolo sull’undertourism nelle Marche.
Lazio — Calcata
Calcata è un caso unico in Italia. Borgo medievale arroccato su uno sperone di tufo nella Valle del Treja, rischiava la demolizione negli anni Sessanta per presunto pericolo di crollo. Gli abitanti furono trasferiti in un nuovo quartiere moderno. Il borgo vecchio rimase vuoto — e fu lentamente ricolonizzato da artisti, hippie, artigiani, alternativi.
Oggi Calcata è una piccola comunità di circa duecento persone, con gallerie d’arte nei palazzi medievali, botteghe, una concentrazione di creatività che non ha paragoni nel Lazio rurale. Il paesaggio intorno è quello della Tuscia, verde e silenzioso.
Abruzzo — Santo Stefano di Sessanio
Santo Stefano di Sessanio è il simbolo italiano del turismo lento. Negli anni Duemila, quando era quasi completamente abbandonato, un imprenditore italo-svedese ha trasformato l’intero borgo in un albergo diffuso — Sextantio — recuperando le case in pietra senza stravolgerne l’identità. Il modello ha fatto scuola in tutto il mondo.
Il borgo si trova nel Parco Nazionale del Gran Sasso, a 1.250 metri di quota, con una vista sull’altopiano di Campo Imperatore che toglie il fiato. Fuori stagione è ancora più bello.
Molise — Civitacampomarano
Civitacampomarano è il Molise che pochi conoscono: un borgo medievale con un castello angioino imponente e, sulle facciate delle case, murales realizzati da street artist internazionali nell’ambito del festival CVTà Street Fest. Una storia simile a quella di Dozza, ma ancora più fuori dai radar — il che la rende, per chi viaggia lentamente, ancora più interessante. Il Molise è la regione italiana più ignorata dal turismo, e spesso proprio per questo è quella che riserva le sorprese più genuine.
Campania — Castel del Monte (AV)
Da non confondere con il ben più noto castello pugliese: questo Castel del Monte è un paesino dell’Appennino campano, in provincia di Avellino, Cittaslow e borgo di pastori transumanti. È uno dei luoghi più autentici del Sud Italia — lento per vocazione, non per scelta turistica. La transumanza è ancora praticata, i prodotti caseari sono di qualità straordinaria, il paesaggio è quello dell’Irpinia più autentica.
Per approfondire questa parte della Campania meno conosciuta, leggi il nostro articolo sull’Alto Casertano.
Puglia — Cisternino
Nella Valle d’Itria, tra trulli e muretti a secco, Cisternino è il meno turistico tra i borghi bianchi della Puglia — e per questo il più autentico. Il centro storico è un labirinto di vicoli imbiancati a calce, con scorci improvvisi sulla campagna pugliese. È famoso per le “fornelle”, le macellerie con cucina dove si sceglie la carne al banco e si mangia sul posto — una tradizione gastronomica che non ha equivalenti altrove. Meno visitata di Alberobello, Locorotondo e Ostuni, ha conservato una vita propria.
Basilicata — Pietragalla

Pietragalla, in provincia di Potenza, custodisce uno dei patrimoni etnografici più straordinari del Sud Italia: i Palmenti, antiche grotte scavate nel tufo usate per la vinificazione, distribuite su un costone collinare che sembra uscito da un’altra epoca. Non è un museo — è un paesaggio vivente, ancora legato alla tradizione contadina. È il tipo di luogo che spiega qualcosa di profondo sull’Italia rurale senza bisogno di didascalie.
Trovi tutti i dettagli nel nostro articolo sui Palmenti di Pietragalla.
Calabria — Gerace
Gerace si trova su un’altura sopra la Costa dei Gelsomini, in provincia di Reggio Calabria, ed è uno dei borghi medievali meglio conservati del Sud Italia. Il centro storico è quasi integralmente medievale, con una cattedrale normanna che è la più grande della Calabria. Pochissimi turisti, strade silenziose, una vista sul mare Ionio e sull’Aspromonte che si apre all’improvviso. È il tipo di posto che i calabresi stessi spesso non conoscono, e che chi lo scopre fatica a non voler tornare.
Sicilia — Gangi
Gangi, sulle Madonie in provincia di Palermo, è stato eletto più volte Borgo più bello d’Italia. È diventato noto anche per il progetto “case a 1 euro” — un’iniziativa per contrastare lo spopolamento che ha attirato acquirenti da tutto il mondo. Ma al di là della storia mediatica, Gangi è semplicemente un borgo straordinario: il centro storico si arrampica sul Pizzo di Cràstaro con una concentrazione di architettura medievale e barocca che lascia senza parole. Fuori stagione, con nebbia o sole invernale, ha qualcosa di quasi irreale.
Sardegna — Orgosolo
Orgosolo, nel cuore della Barbagia, è famoso in tutto il mondo per i suoi murales politici — oltre 150 opere che tappezzano le facciate del paese raccontando storia, resistenza, identità sarda. Ma è anche un paese vivo, con una cultura della pastorizia ancora radicata e una comunità che non ha mai smesso di essere se stessa nonostante la fama. Il cibo — pane carasau, pecorino, agnello — è quello autentico. Il paesaggio del Supramonte circostante è tra i più selvaggi d’Italia.
Questi paesini hanno in comune una cosa sola: si visitano lentamente o non si visitano davvero. Non sono destinazioni da spuntare in una lista, sono luoghi che richiedono di fermarsi, di mangiare dove mangiano gli abitanti, di camminare senza un programma preciso. È quel tipo di viaggio che myecohotels.com ha sempre cercato di raccontare — e che, non a caso, lascia il segno più a lungo.
Se stai cercando dove dormire in modo sostenibile vicino a questi borghi, esplora la nostra directory di eco-hotel in Italia.
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